lunedì 29 giugno 2015

La risposta delle Mauritius al cambiamento climatico? Leggete un pò...

di Ameenah Gurib-Fakim
Guardatela bene. Per ora non ha fatto ancora nulla, è vero, ma il fatto che Ameenah Gurib-Fakim sia dal 5 giugno la prima donna a ricoprire la carica di Presidente della Repubblica di Mauritius e con buona probabilità anche l’unico presidente di una repubblica biologo, progressista e ambientalista fa ben sperare per lo sviluppo sostenibile e la parità di genere del piccolo Paese insulare africano.

Mauritius è uno dei più ricchi e meno corrotti paesi del continente con circa 3 milioni di abitanti e un reddito pro capite annuo di poco superiore ai 9.000 dollari. Un tempo dipendente dalle esportazioni di zucchero, l’isola ha investito nel settore dei servizi finanziari e del turismo ed oggi attrae visitatori da tutto il mondo. La sua nuova Presidente invece è una scienziata nota per le sue ricerche nel campo delle piante di Mauritius e dei loro impieghi bio-medici presentati anche in consessi internazionali. Già professoressa di chimica organica e pro-rettrice dell’Università statale, ha realizzato il primo inventario completo delle piante aromatiche e medicinali di Mauritius e della vicina isola Rodriguez. La sua analisi scientifica delle proprietà antibatteriche, antimicotiche e antidiabetiche delle diverse piante ha permesso di aprire la strada al loro impiego sostenibile come alternativa alla medicina “commerciale”. Adesso dai laboratori e dalle aule dell’Università è passata a quelle della Repubblica e la sua nomina sta suscitando l’entusiasmo della gente e dei media di Mauritius che in lei vedono una grande opportunità di rinnovamento.
Ameenah è quindi un’intellettuale che milita nel Muvman Liberater, un Partito di sinistra che ha governato spesso a Mauritius e che ora fa parte, con una manciata di deputati, di un governo di coalizione che con il 100 % dei voti parlamentari, in seguito ad un accordo tra maggioranza e opposizione, l'ha candidata a sostituire l’ex presidente dimissionario Kailash Purryag, che ha ricoperto l’incarico di presidente dal 2012. Le sue dimissioni sono frutto delle pressioni delle opposizioni che dopo essersi opposte al cambiamento della Costituzione di Mauritius per dare più poteri al primo ministro uscente, avevano annunciato di voler proporre una donna alla presidenza della Repubblica. Gurib-Fakim davanti alla sua candidatura non ha nascosto delle perplessità: “Non mi vedo come un politico. Io non ho intenzione di giocare a quel gioco. L’incarico da Presidente qui non è esecutivo, ma ci sono un sacco di responsabilità”. Tuttavia davanti all'unanimità parlamentare ha accettato la sfida.
Certo le idee alla nuova presidente non mancano! “Qui fare il presidente è un incarico costituzionale, sei il guardiano della costituzione […] ma all’interno di questo ruolo, c’è abbastanza spazio per fare altre cose - ha spiegato Ameenah - Voglio guidare un think tank su scienza e tecnologia e proseguire l’esperienza del BioPark Mauritius, il primo parco tecnologico in questa parte del mondo. Ora abbiamo un paio di buoni cluster e istituzioni in funzione, ma c’è il potenziale per fare molto di più. Voglio concentrarmi soprattutto su ambiente e cambiamento climatico che per noi è una grande preoccupazione, possiamo sentirlo in termini di stagioni e stiamo assistendo a tempeste molto fori e violente”. Per Ameenah lo sviluppo sostenibile è una via imprescindibile per gli abitanti di Mauritius e “ha a che fare con la nostra identità di essere mauriziani e di essere un hotspot della biodiversità”, una risorsa “che può essere trasformata in opportunità economica meglio di come è stato fatto in questi ultimi anni”.
Ma non è solo l’ambiente il tema che caratterizzerà questa presidenza. “In Africa, non ci sono molte donne al timone di Paesi. Lo stesso vale a livello globale. Stiamo davvero facendo la storia. A Mauritius, viviamo in una società molto patriarcale. Sono stata fortunata quando ero una ragazzina, perché mio padre non aveva obiezioni sul fatto che la figlia ricevesse un’istruzione. Quando ero giovane, l’istruzione non era libera, quindi questo ha bloccato molte ragazze. Le ragazze dopo il 1976 hanno avuto sempre di più accesso alle scuole, ma le donne professioniste soffrono ancora di quella che io chiamo la sindrome leaky-pipe”. Di fatto ancora oggi alle Mauritius molte ragazze frequentano la scuola, ma pochissime raggiungono posti dirigenziali e per questo la nomina di nomina di Ameenah è un segno importante di discontinuità. “Questo è un messaggio importante da trasmettere alle giovani donne e ragazze. […] Voglio dire alla gente: Sì, è possibile anche se sei una donna”.
La sua presidenza sarà veramente una grande conquista democratica per la tutela ambientale e della donna mauriziana? Le premesse ci sono tutte, visto che oltre a questi due grandi temi la neo Presidente ha dichiarato che presterà molta attenzione anche “all’educazione e al tentativo di avere un’economia giusta, perché sappiamo che con l’economia arriva l’occupazione e che si ottiene quel welfare sociale indispensabile per poter continuare a garantire la sanità gratuita e l’istruzione gratuita”.La sfida progressista di Ameenah Gurib-Fakim è lanciata, e anche se il più importante giornale di Mauritius ha evidenziato come la nuova Presidente “Non avrà abbastanza poteri decisionali, per portare a termine una vera rivoluzione democratica” Ameenah non si tira indietro: “Sono una scienziata, quindi sono abituata a dire le cose come le vedo. Come presidente, devo essere molto più diplomatica", ma non per questo, immaginiamo, meno risoluta.

domenica 14 dicembre 2014

Chi ci ruba Energia? E perché?- Riconoscerli e Difendersi -

Chi ci ruba Energia? 
Vampiri Energetici.

carla babudri - seiladea.blogspot.itParliamo di Vampiri energetici, personaggi che si muovono quotidianamente, che incontriamo, che esercitano normali professioni. Li incontriamo ogni giorno e ogni giorno subiamo il loro assalto, possono essere ovunque: il nostro vicino, il collega, il capo ufficio, il panettiere, il fruttivendolo chiunque.
Ma quell'assalto siamo abituati a trattarlo alla stregua di un fenomeno naturale, come il vento, il fulmine, la grandine: lo accettiamo come parte dell’ecosistema. Il volume Vampiri energetici vuole contribuire a creare le condizioni affinché il ‘sistema vampiresco’ in vigore nelle nostre città possa essere visto. Se neanche si vede, non si potrà mai affrontare.
Il nutrimento del Vampiro energetico -
 Il Vampiro energetico si nutre dell’energia altrui, della forza vitale dei suoi simili. È una creatura che ha bisogno di sottrarre energia perché non è soddisfatta di sé e ritiene di non avere riserve proprie per affrontare il mondo che la circonda.                                                                                                                                            È qualcuno che, ancora in vita, si sente già ‘morto’, perché è segretamente convinto di essere una nullità, e si illude di mascherare questa sua vergogna agendo in modo tale da raggirare o umiliare gli altri ad ogni buona occasione. Ogni sua azione, ogni sua parola, ogni suo atteggiamento è funzionale a un "furto di energia".
La Forza-Vampiro Energetico
Quello che chiamiamo Vampiro, in realtà, non è altro che una forza, che trova accesso in una persona in particolari condizioni psicologiche ed esistenziali.                                                                                                             Chi cade preda di quella Forza, dunque, è certamente una persona, ma è anche un Vampiro, esattamente come un usuraio è indubitabilmente una persona, ma è anche un usuraio. La Forza-Vampiro si impossessa di una persona in seguito a sofferenze, delusioni, lacerazioni, e la manovra, spingendola ad ispirare tutte le azioni della sua vita alla filosofia vampirica.                                                                                                                                     Questo non toglie nulla né alle responsabilità della persona-Vampiro (che ha lasciato entrare quella Forza, che ne sopporta la maligna presenza e che ne sfrutta tutta la malizia) né alle strategie di difesa e di contrattacco che è giusto adottare verso i Vampiri. Anzi, il fatto che si tratta di una Forza rende ancor più legittima un’azione volta a liberare sia prede che predatori dalla minaccia di un elemento alieno e inumano.
Tracce della perdita di energia - 
L’aggressione vampirica lascia sempre pesanti tracce nella vittima, anche se quest’ultima, ignara dell’esistenza stessa del meccanismo, non le rileva, oppure le attribuisce a malesseri ed eventi concomitanti come il nervosismo, la tendenza alla malinconia, un improvviso blocco mentale, una debolezza personale, un difetto del carattere.                              La tipologia dei sintomi derivanti da un’invasione vampirica è molto articolata, ma la mancanza di abitudine ad analizzare certi stati d’animo crea una tendenza generalizzata a evitare il loro approfondimento.                              Ogni volta che sentiamo venire da dentro strani segnali, scatta il messaggio registrato che ci hanno insegnato: "Quanto sei complicato! Smettila di farti le paranoie!". 
Purtroppo, finché tratteremo così i nostri sentimenti, le nostre impressioni, le nostre intuizioni, non impareremo a difenderci dai Vampiri. Anzi, lasceremo il campo completamente libero alle loro scorribande.                                      Il Vampiro, infatti, rispetto a noi, ha un vantaggio fondamentale: che lui le paranoie se le fa e come, nel senso che non trascura alcun particolare per ottenere ciò che gli interessa.
Sintomi dell’aggressione vampirica
La presenza di un Vampiro può produrre fastidio, ansia, nervosismo, inquietudine, tensione, euforia, riduzione dell’attenzione, diminuzione della sensibilità e tanti altri stati di alterazione del comportamento normale.                       Ma il sintomo che quasi sempre insorge dopo l’incontro con un Vampiro, quando l’energia se ne è già andata, è uno stato di insoddisfazione, di scontentezza, una sensazione di ostilità da parte della realtà. Si tratta di situazioni che – specialmente quando si è obbligati dalle circostanze a condividere molto tempo con un Vampiro – possono sfociare in malesseri fisici di vario genere, come mal di testa, blocchi digestivi, inspiegabile debolezza, tosse nervosa.                 In certi casi, i malesseri possono trasformarsi in disturbi più seri, o in malattie. Dopo un incontro vampirico, in ogni caso, ci si sente sempre inspiegabilmente ‘sotto tono’, o un po’ abulici, malinconici, sfiduciati, astratti. Comunque, incapaci di uscire da una sorta di immobilità delle emozioni, di stagnazione delle energie migliori.

domenica 30 novembre 2014

Il Tempo di Saturno in Sagittario

Dopo due anni di transito nello Scorpione,
ecco il 23 Dicembre all'antivigilia di Natale, il grande maestro Saturno entrerà in Sagittario.
Qui resterà a lungo ovvero fino al 20 Dicembre 2017.

Una durata che si spiega col fatto che, in questo arco di tempo, il pianeta semilento a un certo punto diventerà retrogrado e tornerà per alcuni mesi in Scorpione. Uno Scorpione che con una botta di coda chiuderà per sempre con il passato.

Questo passaggio avviene in un momento  favorevole: Sole, Luna, Mercurio, Venere e Plutone saranno in Capricorno, mentre Marte, Giove e Urano il nostro pianeta semilento stringerà da subito un'alleanza.

Saturno in Sagittario porterà una grande voglia di coerenza di pulizia. Ameremo parlare in modo schietto, dire senza mezzi termini ciò che pensiamo, un modo propulsivo di vedere la vita.

la predisposizione dello spirito si presta alla integrità, alla ponderazione su un piano di alto valore.

Saremo pronti a nuove avventure vissute con grande consapevolezza e determinazione la voglia di viaggiare andrà verso una nuova ricerca del se, si cercheranno luoghi di culto, di meditazione arte contemplativa.




lunedì 17 novembre 2014

Le Tredici Lune -2° Parte-

Le celebrazioni delle tredici Lune hanno un'antica tradizione stregonesca. 

Una forte traccia scritta la troviamo nel Vangelo di Aradia di Charles Leland, da cui Doreen Valiente e poi a cascata Starhawk, Janet Farrar e Silver Ravenwolf hanno creato la "Charge of the Goddess" in quattro diverse versioni.

In questo testo, di forte impatto, troviamo come Aradia insegni alle streghe a ritrovarsi durante ogni Esbat a celebrare la Luna e quindi sua madre Diana. Troviamo anche l'accenno allo skyclad, ossia il vestirsi ritualmente di cielo, la nudità rituale che ha una così forte importanza nella tradizione Gardneriana, che è poi il simbolo della reale libertà. 
In una miniatura del 1497 di Albrecht Durer intitolata "The Four Witches" che ho trovato su "ABC of Witchcraft" di Doreen Valiente venivano rappresentate quattro donne nude che stavano danzando. 

Le quattro streghe indossavano differenti copricapi che le identificavano come appartenenti a quattro ceti diversi della società, ma era in effetti l'unica cosa che permetteva ad un osservatore di distinguerle dall'essere quattro donne assolutamente anonime e uguali: costume paritario. 
L'essere liberi, come ci fa capire Aradia, è il poter essere privi di preconcetti o di temere il giudizio, privi di malintesi che possano dare ad intendere che qualcuno sia più elevato di te. Il modo è quello di celebrare le feste in onore alle divinità senza alcun vestito addosso. 

In un mondo dove l'abito fa il monaco, quanto meno nell'onore e nella celebrazione degli dei essere tutti allo stesso piano è una cosa importante. 
A riguardo Doreen Valiente scrive: 
"C'è la donna importante, con sulla testa un elaborato velo di materiale delicato. C'è la cortigiana, con i capelli sciolti e fluenti, legati solo con una corona di foglie. C'è la moglie del rispettabile borghese, con un disadorno copricapo che le copre tutti i capelli tenendoli chiusi in modestia. In ultimo, c'è la plebea, la contadina, che ha solamente un piccolo scialle o un foulard che le copre la testa. L'artista ci dice che queste sono sorelle nella stregoneria, e che le streghe arrivano da tutte le classi sociali. Quando sono nude, si incontrano come pari, e le distinzioni sociali vengono dimenticate."

Come ben sapremo quindi, la celebrazione degli Esbat denota il ciclico rincorrersi della natura. In ogni cultura che prevede una divinità femminile lunare in genere troviamo il suo culto incentrato sulla morte e rinascita della divinità solare maschile mediante l'intervento della sua controparte. 

La salita e la discesa delle maree, l'allineamento al ciclo mestruale, al ventre materno: tutto questo riporta alla celebrazione delle fasi lunari con molteplici simboli come la mezzaluna, il triskel, la spirale celtica a tre braccia che riconduce anche al simbolo del triscele e della trinacria, che appare nell'araldica della bandiera siciliana e sul blasone dell'isola di Man, sacra alla dea lunare Ana e dove proprio Gardner aveva il suo museo della stregoneria, aperto tutt'ora. 

Ma altri ancora sono simboli lunari che troviamo dappetutto. E questo perché il legame dell'uomo con la natura e i suoi cicli è stretto e a doppio filo e si rispecchia su molte cose, come il forte collegamento che corre tra la fase lunare e l'agricoltura ha portato alla celebrazione stessa delle tredici lune; infatti i loro nomi per molti casi sono attinenti alle quattro fasi agrarie: riposo, semina, crescita e raccolto. Fasi che si snodano lungo gli otto sabba e le tredici lune. 
Questa connessione con il ritmo di crescita delle erbe è stata osservata nel corso del tempo da molte popolazioni agresti dal Brasile alla Mesopotamia, dall'Egitto alla Britannia, passando per la Cina e la Polinesia. E tutte queste osservazioni sono state conformate all'intervento divino. 

La connessione del femminile alle fasi lunari ha portato qui all'associazione della Dea Madre che partorisce il Dio che la ingravida, o semplicemente al mito della Dea Lunare che riporta in vita il Dio Solare dopo il sacrificio (sia figlio che consorte). 
Il passaggio attraverso le fasi ci fa ricordare, anche nel mito, come ogni cosa che muore ritorna alla vita in un modo o in un altro, sotto altre forme, altre vie, altre manifestazioni. Abbiamo quindi figlie che vengono rapite e figli che muoiono, scompaiono, viaggiano, e che sono pianti disperatamente dalle divinità che poi li riportano alla vita, li riabbracciano, li vanno a cercare, attendono il loro ritorno, alle volte li ripartoriscono. 
Nel mito troviamo dee e dei scendere e tornare a rappresentare la luce che si allontana (Kore, Osiride, Tammuz, Adone, Attis) e dee vendicative a volte che maledicono la terra come Demetra, o dee che usano la magia per riportare il Sole nel mondo come Iside. 
E' il ciclo senza fine, lo scorrere circolare, ciò che viene e va ritornerà, come le danze intorno all'antico noce mano nella mano. E infatti tredici lune come tredici sono i componenti di una congrega secondo la tradizione: dodici più uno.

Nel Vangelo di Aradia troviamo Diana (portata ad associazione con Artemide greca solo in un secondo tempo), nella rappresentazione di dea lunare romana consorte di Lucifero (letteralmente "portatore di luce"); 

ma si tratta anche della signora della magia, Dea Madre, colei che insegna ai propri figli (in questo caso Aradia) come vincere ed essere più forti. 
La luce quindi, portata dal padre, l'oscurità, portata dalla madre. 
E nell'oscurità la luna splende: un motivo in più per chiamarla Dea Bianca e trovare così un corrispondente nero al bianco, come Ishtar e Lilith, Parvati e Kali, Artemide ed Ecate. 
Dal momento che la luna si rincorre su due fasi: nuova e piena, bianca e nera, passando dall'una all'altra continuamente. 
E anche per questo motivo la celebrazione delle tredici lune in stregoneria non dovrebbe essere solo riferita al semplice plenilunio, 
ma a tutte e quattro le sue fasi: 
nuova, crescente, piena, calante. 
Ogni fase ha la sua forza, la sua attinenza. 
Anche se, nel Vangelo di Aradia troviamo questa parte in cui ci dice:

Quando io avrò lasciato questo mondo,
Di qualsiasi cosa abbisognate,
Una volta al mese,
Quando la luna è piena,
Venite in un luogo deserto,
Nella selva, tutte insieme,
E adorate lo spirito possente
Di mia madre Diana; e colei che voglia
Apprendere la stregoneria, e ancor non abbia
Penetrato d'essa i più profondi segreti,
Mia madre gliel'insegnerà; i segreti
Di tutte le cose ancora sconosciute.
E così, dalla schiavitù sarete liberi:
Liberi in ogni cosa voi sarete!
E in segno di tale libertà
Nudi vi mostrerete, uomini e donne.
E questo fino a quando
L'ultimo degli oppressori non sia morto.
E celebrerete il rito
Del cero di Benevento,
Estinguendo le luci;
Quindi appronterete
Una cena a tal guisa.
In ogni caso, ora, partendo dalla prima lunazione esaminerò il simbolismo delle tredici lunazioni, 

il perché portano alcuni nomi e il significato che hanno. 
Preciso immediatamente che ciò che seguirà non sarà una verità assoluta, come sempre del resto qui sul Reef, ma sarà parte di una ricerca svolta consultando vari libri e siti affidabili che segnalerò in bibliografia.

 Prettamente infatti ciò che caratterizza il significato delle tredici lune nei nomi e nel simbolismo è una questione culturale oltre che magica. Non possiamo quindi parlare, questa volta, di esperienza o attitudine, bensì di pura e semplice conoscenza e diffusione, nonché come dicevo, cultura.

Le stesse associazioni sono frutto di confronti e ricerche incrociate, quindi non saranno valide per tutti. Invito pertanto chiunque abbia qualcosa da aggiungere, o che ritenga che io abbia tralasciato qualcosa, a scrivermi per farmi la propria segnalazione, così da rendere il tutto più completo possibile.





Bibliografia:

http://www.astrologiainlinea.it
http://www.strie.it/ 
http://www.ilcalderonemagico.it/lune13.html 
http://www.lunario.com/
http://sites.google.com/site/wiccanews/
http://it.wikipedia.org/wiki/Triscele
http://www.albertodatanasio.com/luna.html
Dorothy Morrison: "L'Arte della Strega" 
Moonchild: "I Segreti della Wicca" 
Stefano Mayorca: "Gli Influssi della Luna"
Charles G. Leland: "Aradia, il Vangelo delle Streghe"
Doreen Valiente: "The Rebirth of Witchcraft"
Starhawk: "La Danza a Spirale"
Janet and Stewart Farrar: "Eight Sabbath for The Witches"
Janetand Stewart Farrar: "The Witches' Way"
Doreen Valiente: "ABC of Witchcraft"
Laura Vatta e Ottavio Spinelli: "Fronde dell'Antico Noce"

domenica 16 novembre 2014

Le Tredici Lune -1° Parte-

Nella tradizione stregonesca europea le diverse lunazioni rivestono un'importanza basilare; 

i loro stessi nomi derivano dalle attitudini e le abitudini delle popolazioni agresti che per prime le hanno riconosciute, nominate e vissute. 

In quanto streghe europee, ci basiamo sul clima temperato della nostra fascia continentale e quindi dell'emisfero boreale. 

La stregoneria, partendo quindi da un principio culturale agreste (seguendo anche la tesi Murray), lega le funzioni dei diversi periodi dell'anno alla lunazione a seconda delle esigenze e delle abitudini che avevano e che hanno le popolazioni che le celebrano. 
Questo allineamento ha portato a più nomi per la medesima lunazione, dipendenti principalmente dal luogo dove veniva osservata

Il simbolismo associato ad ogni luna del mese può essere differente da popolazione a popolazione: la Luna di Luglio nel Sahara non sarà di sicuro del Grano, come non lo sarà nella Terra del Fuoco o al Polo Nord.
Come abbiamo visto negli altri articoli pubblicati gli scorsi sabba, con il termine "luna" ci si riferisce ad un lasso di tempo, ossia si intende il mese sinodico o lunare: un periodo che misura circa 29 giorni. 

Indicativamente il periodo allineato con il ciclo mestruale di una donna. 
E questo, come abbiamo visto, ha portato a peculiari associazioni lunari-femminili-acquatiche. Volendo possiamo supporre anche che la Luna sia associata alla donna in quanto non splende di luce propria, ma solo come riflesso del Sole, ma di base dubito che in antichità avessero fatto queste supposizioni. 
Propendo più per un pensiero meno astronomico-simbolico e più acquatico: la Luna è femmina in quanto influenza le maree, i parti e il ciclo mestruale.

Le tredici lune quindi hanno molteplici nomi; quelli che uso io, e che sono tra i più comuni, sono questi (in ordine dalla prima del calendario lunare all'ultima): Marzo/Aprile - Luna della Lepre, Aprile/Maggio - Luna della Coppia, Maggio/Giugno - Luna del Miele, Giugno/Luglio - Luna delle Erbe, Luglio/Agosto - Luna del Grano, Agosto/Settembre - Luna dell'Uva, Settembre/Ottobre - Luna del Sangue, Ottobre/Novembre - Luna della Nebbia, Novembre/Dicembre - Luna della Quercia, Dicembre/Gennaio - Luna del Lupo, Gennaio/Febbraio - Luna del Ghiaccio, Febbraio/Marzo - Luna del Vento, Intrusa - Luna Blu.


Parlando con molte persone mi rendo conto che pochi sono quelli che si allineano alle energie delle diverse lune e che le celebrano nel loro pieno significato simbolico. 

Dato che dal mio opinabile punto di vista un pagano che possa definirsi tale, dovrebbe esserlo da quando apre gli occhi al mattino a quando li chiude la sera e rimanere allineato ai cicli lunari e solari, conoscere e celebrare questi cicli, anche solo con l'allineamento della propria intenzione è una cosa fondamentale. 

Purtroppo non sono molti quelli che possono affermare con certezza e con sincerità che sia così. Io stesso posso contare ben poche persone a mia conoscenza che seguono una via in un modo così completo e coerente.
Ciò nonostante i cicli lunari, nelle loro fasi e nei loro diversi nomi, hanno un ruolo cardine nella stregoneria e nella pratica di qualsiasi strega. E' anche solo paradossale sapere che molte sedicenti streghe, o meglio, autoproclamatesi streghe, non saprebbero dire a caldo in che fase lunare siamo senza consultare Lunabar o un lunario. 


L'influenza della Luna e dei suoi cicli sulla natura ha presa anche sul lato magico e cerimoniale della stregoneria oltre che su quello spirituale, ed è un lato che non andrebbe assolutamente sottovalutato. Una cosa che invece sento fare molto spesso.
Quello che è importante da capire è perché le lune hanno diversi nomi. Per aiutarci innanzitutto a ricordarlo basterebbe scegliere nomi delle lune in base a ciò che è più vicino alla nostra cultura. Io sono una strega italiana, quindi le mie tredici lune non avranno mai i nomi celtici. Una sacerdotessa con la quale ho celebrato alcune volte ha scritto una bellissima filastrocca per ricordarsi i nomi delle tredici lune, indicativamente quelli che lei usa. 

La filastrocca, creata semplicemente per aiutarla a ricordare i nomi recita così:

A Gennaio la luna sorge per i Lupi
La Tempesta di Febbraio promette tempi cupi
A Marzo con la neve la luna è ancora Bianca
E la Lepre ad Aprile di saltare non è stanca
Le Coppie di Maggio sotto la luna stanno ad amoreggiare
E a Giugno il Miele trabocca dall’alveare
Nei campi le Erbe a Luglio raccogliamo
Le Granaglie di Agosto allegri falciamo
Con Bacco a Settembre il Vino non langue
La luna di Ottobre si tinge di Sangue
Novembre spande il suo manto di Neve
E la luna di Quercia a Dicembre sovviene
Se in un mese due volte la luna appare
è detta la Blu e tredici Esbat puoi contare 


Fine -Prima Parte-

L'amore - Profeta del Vento-

L'amore...


"Nessuno è creato dalla vita come sostegno per i vostri sogni, perché due occhi non sono fatti per guardare l’uno verso l’altro, ma entrambi verso la stessa direzione; diventando così ognuno luce per l’altro.

Crescete comprendendo questo, e troverete, assieme a ciò che cercavate, anche ciò che non cercavate.

Ma dopo questo, non dubitate più.

Se dubitate che sia Amore, infatti, già non è Amore.

E non calcolate. Se calcolate i vostri passi, infatti, già non è Amore.

Non appoggiatevi all’altro con tutto il vostro peso.

Ma posatevi come un raggio di Sole su una foglia. E come una foglia accogliete l’altro raggio di Sole.

Asciugate le vostre lacrime e senza timori concedete al vostro cuore questa luce e al vostro animo questo calore.

Ma state attenti agli incanti! Perché i raggi di Sole non sono il Sole.

Non riversate sull’ altro tutta la vostra nostalgia di cielo: egli non è in grado di contenerlo, né mai voi potreste contenere il suo.

Non valutate l’altro per ciò che non potrebbe mai avere, o finirete per svalutare voi.

E tutto questo non è Amore.

Non precipitate l’uno dentro l’altro, ma tenendovi per mano camminate insieme.

Portate l’amato non al centro del vostro cuore, ma del suo, perché lì troverà anche il vostro, e insieme troverete il cuore al centro del cosmo.

Sarete sottoposti a molte prove, e spesso l’orgoglio vi chiederà di scegliere sé al posto dell’Amore.

Ma non ritiratevi da queste battaglie, perché altre non ve ne sono di più utili per voi.

Se vincerete, avrete vinto.

Se perderete combattendo e affilando il cuore, avrete vinto.

E quando il tempo vi avrà condotto fino a farvi decidere di fondere per sempre le vostre due vite, conoscerete quote più alte, ma anche la durezza di cadute mai pensate. E vedrete spesso andare in frantumi tutti i vostri sogni.

Ma sarà allora che potrete dischiudere davvero le vostre ali.

Non maledite gli eventi, perché siete voi che avete in mano il timone del vostro destino.

E non sarà rompendo questo vostro vaso e dicendo addio all’amato, che le vostre radici troveranno nuova forza.

Questa gabbia di creta è in realtà ciò che le salva dall’essiccare.

Siete voi che dite, quando non vi sentite amati: L’Amore è finito. Quella è invece la stagione in cui comincia. Poiché il valore di chi governa la nave, è nel condurla anche controvento.

Siete voi che dite, quando finiscono le sensazioni: Ma io non amo più.

Non scambiate però l’Amore con le sue sole sensazioni. Poiché il valore di chi governa la nave, è nel condurla talvolta anche a vele sgonfie, fino ad altre zone di Vento.

Pertanto siate fedeli, perché nell’ infedeltà diventate doppi e quadrupli. E se vi è già difficile condurre una vita, come potreste condurne due o quattro?

Dividendo in due un germoglio non si hanno due vite, ma nessuna.

Pensando di incontrare nuove gioie incontrereste dolori maggiori di quelli cui voltate le spalle.

Perciò tornate a guardare verso chi vi aspetta, ma non per dirgli: Tu non mi ami. Bensì: Io non so amarti.

Questo è necessario per far scendere l’Amore sull’amato.

Alzate lo sguardo alle virtù dell’altro, perché avete passato il tempo senza conoscervi.

Ma se poteste entrare, e a volerlo potreste, nella mente di chi vi ha accompagnato, per sfogliare insieme il libro della vostra vita, scoprireste quanto siano belle in realtà tutte quelle pagine già scritte, e quanto saranno belle tutte quelle ancora bianche.

Ricordate che il vostro cuore nasconde un Vento inesauribile che saprebbe amare, oltre al vostro amato, anche oltre il vostro amato. E attraverso di lui amare anche tutto quanto il mondo.

Ergetevi come gabbiani in queste possibilità di volo assieme. Non fatevi orfani di gioie grandi e di dolori grandi, accontentandovi di rischiare solo in parte.

Ma alzate il capo e abbiate fiducia, poiché se di questo Amore amerete, sarete come due raggi che si incontrano al centro della ruota, ove poter cogliere assieme tutto il senso del ruotare della vita”.



Da "Il Profeta del Vento", di Stefano Biavaschi -

giovedì 13 novembre 2014

Intervista a Brian Weiss


(La seguente intervista è tratta dal libro “Voices of Truth” di Nina L. Diamond, ed. Full Circle (mai tradotto in Italia) e la sua versione integrale in inglese si trova sul sito http://www.lifepositive.com/Mind/personal-growth/past-life/brian-weiss.asp, dove è stata riprodotta con il consenso dell’autrice.Traduzione italiana di Alessia Giovannini.)

Nina L. Diamond: Dr. Weiss, siamo dunque solo contenitori di anime?

Dr. Brian Weiss: Sì, esatto. Siamo contenitori e siamo pieni di questa eterna, immortale e molto più sapiente, parte di noi stessi. Ora, nel momento in cui diventiamo più mistici, scopriamo che queste anime, così come i corpi, sono connessi tra di loro, poiché tutto è fatto della stessa sostanza.

D: Perché le persone considerano la reincarnazione così difficile da accettare?
R: Le persone hanno paura di ciò che non conoscono. Se solo avessero una mente aperta. Non solo gli scienziati, ma anche gli altri. Basterebbe osservare, guardare. La meditazione può insegnarci come farlo. Se solo fossero in grado di lasciar andare le proprie paure.

D: I filosofi e i mistici un tempo incorporavano la reincarnazione nella visione della vita che davano agli altri e Platone ha scritto di anime gemelle.
R: Sì, Platone ha scritto sulla reincarnazione. Così, anche i Greci ci credevano. Come ci credevano le antiche civiltà di un tempo.

D: La reincarnazione si trova in tutte le religioni. Da dove viene questa consapevolezza?
R: Viene da così lontano che neanche noi sappiamo da dove venga. E’ una consapevolezza che abbiamo perduto solo recentemente. Io credo che sia accaduto per ragioni politiche.
Nel Cristianesimo, per esempio, è stata seppellita intorno al 6 secolo d.C., con il secondo Concilio di Costantinopoli che la dichiarò ufficialmente una credenza eretica.
Il Cristianesimo stava diventando una religione di stato e i Romani credevano che senza la minaccia del Giorno del Giudizio, la gente non avrebbe obbedito. Avrebbero pensato: “Ok, lo faccio la prossima volta”. E così la reincarnazione è stata volutamente dichiarata eretica. Ma è accaduto durante il Concilio, cioè secoli dopo la venuta di Cristo.

D: In che modo viene determinato il lasso di tempo che passa tra una vita e l’altra?
R: Le persone che muoiono di morte violenta, o i bambini, di solito tornano più in fretta. Per le persone che vivono vite più lunghe e muoiono in pace, può esserci un tempo più lungo tra le vite, anche cento anni o più.

D: Quante vite precedenti hanno in genere le persone?
R: Varia, ma secondo la mia esperienza, direi intorno a 100. Comunque non migliaia e migliaia come dice il Buddismo.

D: C’è un numero finito di anime?
R: Per me non ha alcuna importanza perché alla fine siamo tutti connessi.

D: Ci sono nuove anime che stanno venendo create?
R: Non ne sono certo, ma tendenzialmente direi di no. Probabilmente siamo noi ad essere senza tempo e a reincarnarci di continuo.

D: Le famiglie sono più spiritualmente connesse tra di loro di vita in vita rispetto agli estranei?
R: Sì e io credo che le persone si incarnino in gruppi per saldare i debiti e le proprie responsabilità secondo il concetto del Karma.
Noi impariamo e cresciamo insieme agli altri. Reputo anche che l’amore a prima vista o l’odio a prima vista rientri in questa categoria: un riconoscimento tra anime.

D: Quindi ognuno di noi può essere maschio in una vita e donna in un’altra e viceversa?
R: Sì, sembra che ci sia frequentemente il passaggio dall’uno all’altro stato. Si può avere una preferenza, ma senza dubbio si è provato anche l’altro stato per fare esperienza di come sia. E’ lo stesso per razza e religione.

D: Come spiega le anime che scelgono di occupare corpi che sono biologicamente propensi alla malattia?
R: Se la dimensione terrena è – come i miei pazienti continuano a ripetermi – uno stato di apprendimento e di crescita e un modo per sperimentare sempre più la nostra natura divina, allora ogni esperienza è un’esperienza di apprendimento. Talvolta, però, è anche un’esperienza di insegnamento e può succedere che qualcuno possa tornare in questo stato per gli altri, per insegnare la carità per esempio.

D: Come coesistono pre-determinazione e libero arbitrio?
R: Qualcuno una volta mi ha detto: La vita è come stare su un autobus. Ha un percorso pre-determinato, ma la persona con cui scegli di sederti, come ti comporti e che cosa dici, fa parte del libero arbitrio.

D: Perché non ricordiamo automaticamente e consapevolmente le nostre vite passate?
R: Be’, in verità, sempre più persone se ne stanno ricordando. Attraverso tecniche come l’ipnosi, ma anche attraverso i sogni, spontaneamente, o attraverso la meditazione o il deja-vù, quando capita di essere in un posto in cui non si è mai stati e ci si sa orientare.
Potrebbe trattarsi di un salto evolutivo. Non so perché non tutti ricordano. I greci avevano questo mito secondo cui, prima di reincarnarti, bevevi le Acque del fiume Lete e dimenticavi tutto.

D: Così Lei ritiene che qualcuno di noi sia nato con certi valori e ideali?
R: Sì, è questo il nostro scopo. Perché venga integrato a un livello più profondo. Al livello del cuore e dell’anima, dove avviene il vero apprendimento, in modo che non si debba dipendere esclusivamente da ciò che i nostri genitori ci hanno insegnato. Seguendo il cuore, si impara al di là di ciò che gli altri ci insegnano.

D: Quando saremo “là fuori”, staremo con tutte le persone che abbiamo conosciuto?
R: Credo di sì e anche con coloro che sono ancora qui. La possibilità di vedere migliora quando si è dall’altra parte. “Loro” sono maggiormente consapevoli perché – al contrario di noi - non sono limitati da un corpo e un cervello.

D: In “Molte vite molti Maestri”, Lei ha scritto che la lezione più importante che abbia imparato attraverso la regressione è di aver capito che non esiste la morte. Questa consapevolezza come ha cambiato la sua vita e come può cambiare quella degli altri?
R: Quando si smette di aver paura della morte, si incomincia a vivere di più. Quello a cui io do maggior valore rispetto a prima sono le relazioni, l’amore, la famiglia – e non solo quella genetica. E ciò a cui do meno valore sono le cose materiali, quelle che non puoi portarti via. E’ un cliché, ma è la verità.

D: In che modo le nostre esperienze e relazioni passate influenzano il nostro presente?
R: Ci influenzano in molti modi. La maggior parte delle nostre relazioni importanti non sono nuove. Servono ad entrare in connessione. Le vite precedenti ci influenzano anche con sintomi, emotivi e fisici. Certe paure e ansie ce le portiamo appresso e anche certi sintomi fisici di vite precedenti.

D: Molti vedono Dio come una forza che sta fuori dall’universo e che regola ogni cosa.
R: Invece che vederla all’interno. Io dico sempre: “Perché limitare Dio?”. Forse Dio può ascoltare tutte le nostre preghiere contemporaneamente e dedicargli attenzione, proprio perché non è un essere umano.

D: Cioè sta dicendo che se esiste un numero infinito di possibilità, allora niente è impossibile e, perciò, Dio può essere ovunque.
R: Sì e dalla nostra prospettiva noi possiamo essere parte di Dio, e allo stesso tempo, esserne separati. Ma di certo siamo tutti uniti.

D: Quindi se noi siamo connessi al tutto, allora per definizione non siamo anche connessi a Dio dal momento che Dio, o un essere superiore, ha creato il Tutto?
R: Sì. Ora Lei si sta avvicinando al semplicistico modo di vedere le cose che ho io. Quel Dio – amore – è un’energia ovunque presente. Intelligenza, sapienza, amore, compassione: è tutto ciò di cui siamo fatti.

D: Chi sono i Maestri?
R: E’ stata una mia paziente, Catherine a parlarne. Li ha descritti come la sorgente da cui le arrivavano le informazioni. Diceva che le venivano da Spiriti maestri, i Maestri appunto.
Ho avuto altri pazienti che mi riferivano cose che – a loro dire – venivano da una sorgente pura non contaminata dalla nostra mente. Personalmente, ho avuto molti contatti con i Maestri, ma non si identificano più con quel nome.

D: Cosa ne pensa delle Terapie alternative che vengono utilizzate a livello fisico e mentale?
R: Credo che molti di questi approcci abbiano una validità ed è necessario iniziare a studiarli. E’ per questo che sono stato felice quando il “National Institute of Health” ha creato un dipartimento che offre approcci alternativi e olistici. Il governo lo sta supportando, anche economicamente. Credo che ci sia molto da guadagnare a livello di guarigione, sia fisica che emotiva.

di Nina L. Diamond